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Le etichette vinicole sono conosciute per essere particolarmente eleganti. Vini raffinati, dal sapore intenso ed avvolgente, meritano il giusto riconoscimento estetico, ottenuto proprio attraverso l’etichetta.
Per raggiungere un risultato soddisfacente, bisogna unire l’eleganza dell’estetica al rispetto delle varie normative. Ci sono informazioni, infatti, che devono necessariamente essere riportate sull’etichetta, aiutando i singoli consumatori a riconoscere gli ingredienti scelti in fase di produzione.
Un’etichettatura bene ragionata, vi permette di mettere in risalto i punti di forza del vostro vino e attirare nuovi potenziali clienti.
Scopriremo nel dettaglio come realizzare un’etichetta bella esteticamente e conforme alla normativa, elencando tutte le informazioni obbligatorie ed anche quelle opzionali.
In questo modo, sarete perfettamente preparati e potrete procedere con sicurezza, senza nessun tipo di dubbio.
Un consiglio utile quando si parla di etichettatura vinicola, riguarda la scelta consapevole del materiale. La bottiglia di vino ha bisogno di un etichetta resistente, impermeabile e della granatura abbastanza spessa. Il consumatore deve riuscire a sentirla sotto mano, ad avere la percezione fisica dell’affidabilità del produttore.
Lo stesso vale per la personalizzazione; è importante personalizzare la propria etichetta in modo che si adegui all’estetica dell’azienda e al messaggio che vuole inviare.
Su Etichette Sprint troverete una vasta selezione di possibili etichette vinicole, che possono poi essere migliorate in base alle vostre richieste.
L’obbiettivo, è quello di assicurarvi un servizio funzionale e di rapido utilizzo, che potete sfruttare autonomamente.
Il potere di una corretta etichettatura non andrebbe mai sottovalutato, siccome è il primo elemento che salta all’occhio dell’acquirente.
Una presentazione degna di questo nome vi aiuta a differenziarvi da tutti gli altri produttori, e mettere in risalto la qualità del vostro vino.
Concentriamoci ora sulle informazioni obbligatorie che devono essere inserite necessariamente sull’etichetta, in modo da aiutare il consumatore a comprendere “cosa sta acquistando”.
In base alle più recenti normative, è necessario aggiungere i seguenti elementi:
– Denominazione d’origine del vino
– Nome e ragione sociale della sede di imbottigliamento
– Gradazione alcolica
– Quantitativo netto di prodotto
– Lotto di produzione (indicato attraverso la lettera “L”, seguita da un codice alfanumerico)
– Dicitura “Contiene Solfiti” (per tutti i vini che contengono più di 10 mg/litro di anidride solforosa)
Di seguito, spiegheremo nel dettaglio a cosa corrispondono le singole diciture, così da mettere in chiaro il tutto. Progettare un’etichetta sarà così molto più facile, perché saprete esattamente a quali informazioni far riferimento.
La denominazione d’origine (o nome del vino), viene utilizzata per spiegare ai consumatori da dove arriva l’uva di produzione.
Si riferisce quindi alla regione o alla zona geografica di coltivazione, ed ha uno scopo fortemente riconoscitivo. I consumatori più esperti, infatti, riescono a riconoscere subito le caratteristiche di un vino già dal suo nome d’origine, perché conoscono il sapore tipico dell’uva di quella regione.
Esempi comuni sono quelli del vino Chianti, o il Montepulciano, vini prodotti nella regione toscana e conosciuti in tutto il mondo.
Nella maggior parte dei casi, la denominazione è seguita dalla sigla di classificazione italiana D.O.C. (Denominazione di Origine Controllata) oppure I.G.T. (Indicazione Geografica Tipica).
L’aggiunta di queste sigle – in caso di avvenuto riconoscimento – permette di esaltare la qualità del vino ed il suo livello generale. Inutile dire che attira sicuramente più clienti.
Dopo aver definito la regione d’origine e l’eventuale sigla, bisogna riportare anche la categoria a cui appartiene il vino: vino frizzante, vino da tavola, ecc.
La categoria è un elemento aggiuntivo assolutamente fondamentale, che aiuta i consumatori a trovare subito ciò che stanno cercando.
La seconda informazione obbligatoria, che deve necessariamente essere inserita sull’etichetta e chiaramente visibile ai consumatori, riguarda la sede di imbottigliamento.
In particolare, secondo il regolamento (UE) n.1308/2013, è necessario riportare le seguenti informazioni, chiarendo chi è:
L’imbottigliatore:
La persona fisica o giuridica che effettua – o fa effettuare – l’imbottigliamento per conto proprio.
Il produttore:
La persona fisica o giuridica che effettua – o fa effettuare – la trasformazione delle uve o del mosto in vino per conto proprio.
L’indirizzo della sede:
Il nome dell’unità amministrativa locale in cui è situata la sede sociale dell’imbottigliatore, del produttore, del venditore o dell’importatore.
In caso di imbottigliamento per conto terzi, l’indicazione dell’imbottigliatore è completata dai termini “imbottigliato per conto di”.
Proseguiamo con la gradazione alcolica, altro elemento obbligatorio nel processo di etichettatura vinicola.
La gradazione alcolica (il volume di alcol contenuto in un decilitro di una determinata bevanda) viene espressa in percentuale di volume e varia a seconda della tipologia di vino.
Ricordiamo che nel caso dei vini amabili dolci, il residuo di zucchero può aumentare la percentuale di alcol. E’ obbligatorio riportare questa informazione sull’etichetta utilizzando il simbolo “+”. Ad esempio: 12+2% vol.
Quantitativo netto e Dicitura “Contiene Solfiti”
Terminiamo con gli ultimi due elementi obbligatori, il quantitativo netto di prodotto e la dicitura “Contiene solfiti”.
La quantità di prodotto può essere espressa in litri, centilitri o millilitri, a seconda della decisione del produttore. Va inserita sull’etichetta in modo che sia subito riconoscibile dal consumatore.
Anche la dicitura “Contiene Solfiti” deve essere facilmente riconoscibile. Come anticipato, è obbligatoria per tutti i vini che contengono più di 10 mg/litro di anidride solforosa (la maggior parte dei vini attualmente in commercio).
Oltre alle informazioni obbligatorie, ci sono poi una serie di informazioni aggiuntive a completa discrezione del produttore.
Sul retro di tante bottiglie di vino, si leggono spesso le raccomandazioni sui possibili abbinamenti gastronomici, oppure la temperatura ideale per il consumo.
Allo stesso modo, è possibile aggiungere indicazioni sulla “preparazione al consumo” (es. stappare qualche ora prima del consumo).
In molti casi i vini DOP o IGT, riportano informazioni aggiuntive come l’annata di produzione, la vigna o il vitigno, così da aiutare i consumatori a comprendere il livello di qualità del vino.
Concludiamo citando un ultimo elemento, ovvero l’etichettatura ambientale – che dal 1 Luglio 2022 diventerà obbligatoria.
Il Decreto Legislativo n.116/2020, impone a chi si occupa di imballaggi di indicare su ogni tipo di packaging le informazioni riguardo i prodotti utilizzati.
E’ poi richiesto di aggiungere determinate indicazioni necessarie ad agevolare il consumatore nel processo di raccolta differenziata, spiegandogli come dividere e riciclare le varie parti dell’imballaggio.
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